noi-italia2015
istat

Dipendenti a tempo determinato

101/121

Versione stampabile

Torna a diminuire il lavoro a termine      

UNO SGUARDO D'INSIEME

Il lavoro a tempo determinato rappresenta la principale forma di lavoro atipico. Si tratta di una tipologia di contratto alle dipendenze che prevede una scadenza dovuta, ad esempio, a una commessa definita nel tempo o a un periodo di apprendistato. L’incidenza del lavoro a termine, dopo la crescita degli ultimi tre anni, torna a diminuire nel 2013, attestandosi al 13,2 per cento, lo stesso valore osservato nel 2007 e sei decimi di punto in meno rispetto a un anno prima. Nel complesso il numero dei dipendenti a termine è pari nel 2013 a 2 milioni 229 mila unità, 146 mila in meno rispetto a un anno prima (-6,1 per cento). La riduzione dei dipendenti a termine riguarda sia gli uomini sia le donne, ma la diffusione di questa forma di lavoro rimane più elevata tra le donne (14,2 per cento in confronto a 12,4 per cento degli uomini). Oltre la metà dei dipendenti a termine ha meno di 35 anni e in questa classe di età l’incidenza dei dipendenti a termine arriva al 27,7 per cento. Incidenze più elevate del lavoro a termine si osservano in agricoltura, negli alberghi e ristorazione, negli altri servizi collettivi e personali, nell’istruzione, nei servizi alle imprese e nelle costruzioni.


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Confronti europei


icona Dipendenti a tempo determinato per sesso nei paesi Ue
[xls
 - ods]


Confronti regionali


icona Dipendenti a tempo determinato per sesso e regione
[xls]

icona Dipendenti a tempo determinato per regione
[xls]


Serie storiche


icona Dipendenti a tempo determinato per sesso e regione
[xls
 - ods]


Definizioni utilizzate

La quota di dipendenti a termine si ottiene dal rapporto tra i dipendenti a tempo determinato e il totale dei dipendenti moltiplicato cento. Per consentire la comparabilità con i dati internazionali non sono considerati i collaboratori (ad esempio coordinati e continuativi, a progetto) che presentano caratteristiche simili ai dipendenti a termine, ma sono conteggiati tra i lavoratori autonomi. Nel 2013, nella definizione più estesa di lavoro atipico, rientrano, pertanto, anche 382 mila collaboratori, per un totale complessivo di 2 milioni 611 mila occupati atipici. Sul totale degli occupati atipici sono 527 mila (il 20,2 per cento) coloro che, a causa del succedersi dei diversi contratti, svolgono lo stesso lavoro da almeno cinque anni. I dati nazionali e regionali presentati sono provvisori perché si riferiscono ad una popolazione non ricostruita alla luce delle risultanze del Censimento generale della popolazione e delle abitazioni 2011.


Fonti

Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

Eurostat, Labour force survey

Pubblicazioni

Istat, Occupati e disoccupati - Anno 2013, Comunicato stampa, 28 febbraio 2014

Istat, Rapporto annuale, 2014

Eurostat, Europe in figures - Yearbook: Labour market

Link utili

Istat/lavoro

Istat/datawarehouse

Eurostat/labour market

 



Codice da incorporare

Clicca qui per selezionare il codice