Dipendenti a tempo determinato

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Prosegue l’incremento del lavoro a tempo determinato      

UNO SGUARDO D'INSIEME

Il lavoro a tempo determinato rappresenta la principale forma di lavoro atipico. Si tratta di una tipologia di contratto alle dipendenze che prevede una scadenza dovuta, ad esempio, a una commessa definita nel tempo o a un periodo di apprendistato. Nel 2012, seppure a un ritmo meno intenso rispetto al biennio precedente, prosegue la crescita del lavoro a termine, con un incremento medio rispetto all’anno precedente del 3,1 per cento (pari a 72 mila unità), che porta l’incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti al 13,8 per cento (poco meno di 2,4 milioni di persone). L’aumento del lavoro a termine riguarda soprattutto gli uomini; tuttavia questa forma di lavoro è più diffusa tra le donne (con incidenze pari al 12,9 e 14,9 per cento rispettivamente per uomini e donne). La crescita del lavoro a termine è diffusa nelle regioni settentrionali e riguarda prevalentemente incarichi con durata inferiore all’anno. La quota di occupati a termine in professioni qualificate è inferiore di circa 9 punti percentuali rispetto ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato, mentre tra i dipendenti a termine sono più rappresentate  le professioni non qualificate e gli impiegati addetti al commercio e ai servizi.


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

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Confronti europei


Dipendenti a tempo determinato per sesso nei paesi Ue


Confronti regionali


Dipendenti a tempo determinato per sesso e regione

Dipendenti a tempo determinato per regione


Serie storiche


Dipendenti a tempo determinato per sesso e regione


Definizioni utilizzate

La quota di dipendenti a termine si ottiene dal rapporto tra i dipendenti a tempo determinato e il totale dei dipendenti moltiplicato per cento. Per consentire la comparabilità con i dati internazionali non sono considerati i collaboratori (ad esempio coordinati e continuativi, a progetto) che presentano caratteristiche simili ai dipendenti a termine, ma sono conteggiati tra i lavoratori autonomi. Nel 2012, nella definizione più estesa di lavoro atipico rientrano pertanto anche i 433 mila collaboratori, per un totale complessivo di 2 milioni 808 mila occupati atipici. Sul totale degli occupati atipici sono 535 mila (il 19,1 per cento) coloro che a causa del succedersi dei diversi contratti svolgono lo stesso lavoro da almeno cinque anni.




Fonti

Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

Eurostat, Labour force survey

Pubblicazioni

Istat, Occupati e disoccupati - Anno 2012, Comunicato stampa, 1 marzo 2013

Istat, Rapporto annuale, 2013

Eurostat, Europe in figures - Yearbook 2012: Labour market , 2013

Link utili

Istat/lavoro

Istat/datawarehouse

Eurostat/labour market



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