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Imprese innovatrici

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A livello territoriale, le regioni del Nord si confermano le più innovative     

UNO SGUARDO D'INSIEME

Sebbene l'innovazione sia un fenomeno complesso e ancora poco indagato nelle sue relazioni con la crescita economica e l'occupazione, essa rappresenta un obiettivo comune delle politiche di sviluppo economico nazionali ed europee. Nel triennio 2010-2012, rispetto al triennio 2008-2010, la quota percentuale di imprese innovatrici registra nel complesso un incremento (da 31,5 a 35,5 per cento). L'industria, con il 45,4 per cento di imprese innovatrici, si conferma il settore più innovativo. È seguita dai servizi, dove il 29,5 per cento delle imprese ha svolto attività finalizzate all'introduzione di nuovi prodotti o processi, e infine dalle costruzioni con il 20,3 per cento. Rispetto al triennio precedente, nell'industria la capacità innovativa è in lieve flessione (-0,05 punti percentuali), mentre aumenta nelle costruzioni (+2,5 punti percentuali) e nei servizi (+2,8 punti percentuali). Permangono, infine, significative differenze tra classi dimensionali: in particolare, il 69,2 per cento delle imprese con 250 addetti e oltre ha investito in nuovi prodotti o processi, contro il 54,8 per cento delle imprese con 50-249 addetti e il 32,7 per cento di quelle con 10-49 addetti. Riguardo alla modalità di innovazione prevalente, si assiste a un generale orientamento verso l'adozione contestuale di differenti forme di innovazione: un'impresa su due (49,3 per cento) ha introdotto sul mercato nuovi prodotti e contestualmente ha innovato i processi di produzione, il 27 per cento ha puntato unicamente sulle innovazioni di processo, mentre il 23,7 per cento ha concentrato le proprie attività innovative esclusivamente sui prodotti. Nel 2012 le imprese italiane hanno investito complessivamente 24 miliardi di euro per l'innovazione, con una spesa media per addetto di 6.300 euro (in flessione rispetto ai 7.700 euro del 2010). Sotto il profilo settoriale, la spesa per addetto varia notevolmente: al primo posto si colloca l'industria con 8.300 euro per addetto, seguita dai servizi con 4.200 euro per addetto e dalle costruzioni con 3.000 euro per addetto. Circa il 50 per cento della spesa complessiva è costituito dalle spese per le attività di Ricerca e Sviluppo svolte all'interno (R&S intra-muros) o acquisite da soggetti esterni (R&S extra-muros).


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Confronti europei


icona Imprese innovatrici nei paesi Ue
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Dati nazionali


icona Imprese innovatrici e spesa sostenuta per l'innovazione in Italia per tipologia di innovazione, settore e classe di addetti
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Confronti regionali


icona Imprese innovatrici con almeno 10 addetti per regione
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Definizioni utilizzate

L’indagine sull’innovazione nelle imprese (Community Innovation Survey), basata sulle definizioni adottate in sede internazionale, garantisce la confrontabilità a livello europeo. L’impresa innovatrice è quella che nel triennio 2010-2012 ha svolto attività finalizzate all’introduzione di innovazioni di prodotto o processo. Sono incluse: le imprese che hanno introdotto con successo almeno un’innovazione di prodotto o processo; le imprese con attività ancora in corso o abbandonate alla fine del 2012. La spesa per innovazione include le spese per: la ricerca e sviluppo (R&S); l’acquisizione di macchinari, attrezzature, software e fabbricati finalizzati all’innovazione; l’acquisizione di conoscenza (know-how, lavori protetti da diritto d’autore, innovazioni brevettate e non brevettate, ecc.); le attività di design; altre attività innovative, quali la formazione del personale mirata per l’innovazione, il marketing di nuovi prodotti, e altre attività preliminari alla realizzazione di innovazioni.


Fonti

Istat, Rilevazione sull'innovazione nelle imprese

Pubblicazioni

Istat, L’innovazione nelle imprese italiane - Anni 2010-2012, Comunicato stampa, 4 dicembre 2014

Link utili

Istat/imprese

Eurostat/science&technology



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