Tassi di occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione straniera

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Gli stranieri più colpiti dalla crisi     

UNO SGUARDO D'INSIEME

Nel 2012 le forze di lavoro straniere rappresentano il 10,6 per cento del totale. Il tasso di occupazione 20-64 anni degli stranieri continua ad essere più elevato di quello degli italiani (64,7 a fronte del 60,6 per cento), così come il tasso di disoccupazione (14,1 e 10,3 per cento, rispettivamente). Il tasso di inattività della popolazione straniera è, invece, inferiore di quasi otto punti percentuali a quello della popolazione italiana (29,4 contro 37,1 per cento). Il deterioramento delle condizioni di lavoro degli stranieri, con riguardo soprattutto al tasso di occupazione, in calo per il sesto anno consecutivo, risulta più accentuato in confronto a quello degli italiani.


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

 

Tra i paesi europei, l'Italia si caratterizza per un processo di immigrazione relativamente recente. È ancora predominante la prima generazione di immigrati, per la quale il lavoro è il principale motivo di emigrazione. La più elevata partecipazione al mercato del lavoro in confronto alla popolazione autoctona dipende peraltro anche dalla struttura della popolazione concentrata nelle classi di età centrali. Nei paesi con una storia di immigrazione più lunga e consolidata (Svezia, Francia, Danimarca, Paesi Bassi, Germania e Belgio), il tasso di occupazione degli stranieri è, invece, più basso di quello dei nazionali, mentre si allarga a sfavore dei primi il differenziale tra tassi di disoccupazione. Nella media della Ue27 il tasso di occupazione 20-64 anni rimane invariato su base annua per la componente autoctona e diminuisce di sei decimi di punto percentuale per gli stranieri, mentre in Italia il calo dell'indicatore interessa entrambe le componenti ed è più accentuato per gli stranieri (rispettivamente -0,1 e -1,5 punti percentuali). Il tasso di disoccupazione degli stranieri si conferma nell'Ue27 quasi doppio rispetto a quello dei nazionali (17,7 e 9,8 per cento). Condizioni particolarmente critiche si registrano in Spagna, dove il tasso di disoccupazione della popolazione straniera raggiunge il 36,0 per cento (23,1 per cento per gli autoctoni).

 

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

 
Tassi di occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione nazionale e straniera per ripartizione geografica
Anno 2012 (valori percentuali)
 

Nel 2012 il tasso di occupazione degli stranieri è in calo in tutte le ripartizioni territoriali. Nel Nord, dove risiede oltre il 60 per cento della forza lavoro straniera, il tasso di occupazione degli stranieri scende di circa 1,9 punti percentuali mentre quello degli italiani aumenta di un decimo di punto percentuale; il tasso di disoccupazione, invece, dopo la riduzione osservata nel 2011 sempre nelle regioni settentrionali, torna a crescere sia per gli stranieri sia per gli italiani, rispettivamente di 1,8 e 1,6 punti percentuali. Nella stessa ripartizione, le donne straniere accrescono ulteriormente il divario sfavorevole del tasso di occupazione in confronto alle italiane (53,1 contro 61,8 per cento) e registrano un tasso di disoccupazione che rimane più che doppio (16,3 e 7,4 per cento) nonostante l'incremento registrato tra le italiane. A fronte di un tasso di occupazione piuttosto simile, la quota di uomini stranieri in cerca di lavoro nelle regioni settentrionali è, invece, superiore di oltre sette punti percentuali rispetto agli italiani (13,0 contro 5,6 per cento).

Nel Centro gli stranieri manifestano sia il più alto tasso di occupazione, sia il più basso tasso di disoccupazione, mentre nel Mezzogiorno, dove risiede il 13,4 per cento della forza lavoro straniera, gli immigrati registrano tassi di disoccupazione inferiori agli italiani (14,3 contro 17,3 per cento).

Per l'insieme del territorio nazionale, il tasso di inattività della popolazione straniera è inferiore a quello degli autoctoni di quasi otto punti percentuali, anche se l'indicatore sale per gli stranieri (circa +0,4 punti percentuali) e diminuisce per gli italiani (circa -1,6 punti). Con riguardo al genere, la distanza è più ampia per la componente maschile rispetto a quella femminile. Nel Mezzogiorno, tuttavia, il tasso di inattività delle donne straniere risulta decisamente inferiore a quello delle italiane (rispettivamente 45,3 e 61,4 per cento).

La riduzione nei tassi di occupazione e la crescita di disoccupazione e inattività rafforzano la tendenza - avviatasi nel corso del 2009 - a una minore partecipazione al mercato del lavoro degli stranieri, avvicinando la situazione italiana a quella dei paesi con una più lunga storia di immigrazione.

 
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Avvertenze


Confronti europei


Tassi di occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione nazionale e straniera nei paesi Ue


Confronti regionali


Tassi di occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione nazionale e straniera per ripartizione geografica

Tassi di occupazione, disoccupazione e inattività della popolazione straniera per sesso e ripartizione geografica


Definizioni utilizzate

Il tasso di occupazione 20-64 anni si ottiene dal rapporto tra gli occupati stranieri di 20-64 anni e la popolazione straniera della stessa classe di età. Il tasso di disoccupazione si ottiene rapportando gli stranieri in cerca di occupazione e le forze di lavoro straniere (occupati e persone in cerca di occupazione). Il tasso di inattività 15-64 anni, infine, si ottiene dal rapporto tra le non forze di lavoro straniere e la popolazione straniera della stessa classe di età. Nei confronti europei, il tasso di disoccupazione disponibile è relativo alla classe 15-74 anni.


Fonti

Istat, Rilevazione sulle forze di lavoro

Eurostat, Labour force survey

Pubblicazioni

Istat,  Occupati e disoccupati - Anno 2012, Comunicato stampa, 1 marzo 2013

Istat, Rapporto annuale, 2013

Istat, Gli stranieri nel mercato del lavoro - Anno 2006, 2008

Istat, L’integrazione nel lavoro degli stranieri e dei naturalizzati italiani, Comunicato stampa, 14 dicembre 2009

Eurostat, Europe in figures - Yearbook 2012: Labour market, 2013

Link utili

Istat/lavoro

Istat/datawarehouse

Eurostat/labour market

 

 



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