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Criminalità e sicurezza

L'Italia e le sue regioni

 

La distribuzione dei delitti sul territorio nazionale presenta forti differenze secondo la tipologia considerata. Per quanto riguarda gli omicidi volontari consumati, nel 2017 sono le regioni del Mezzogiorno a presentare l'incidenza maggiore: al primo posto in graduatoria è collocata la Puglia con un valore doppio rispetto alla media nazionale, seguita da Sardegna, Calabria, e Campania. Anche per gli omicidi volontari tentati si nota una localizzazione maggiore nel Mezzogiorno, con tutte le regioni, escluso l’Abruzzo, ai primi posti della graduatoria.

Per le rapine, il primato negativo spetta alla Campania, con un valore circa doppio rispetto alle regioni che la seguono (Lombardia, Lazio e Piemonte). Sono invece le regioni del Centro-Nord a registrare l’incidenza maggiore dei furti, in particolare l’Emilia-Romagna, seguita da Lazio, Toscana e Lombardia.

 

Nel 2017 l’incidenza della popolazione carceraria rispetto ai residenti si conferma massima nel Mezzogiorno e minima nel Nord-est. In quest’ultima ripartizione è percentualmente più alta la presenza dei detenuti stranieri.

Le regioni con il maggiore sovraffollamento carcerario sono il Molise, la Puglia e il Friuli-Venezia Giulia. Solo la provincia autonoma di Trento e le regioni Sardegna, Calabria e Sicilia hanno un indice di affollamento non superiore a 100.

 

Nel 2018 la quota più elevata di famiglie che percepiscono il rischio di criminalità si conferma nel Lazio, dove il valore è sensibilmente superiore al dato nazionale.

 

Considerando la regione del commesso reato, nel 2016, il tasso delle persone denunciate per le quali inizia l'azione penale, varia da 691 per 100 mila abitanti nel Nord-ovest a circa 1.095 nel Mezzogiorno.