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Criminalità e sicurezza

L'Italia nel contesto europeo

Nel 2015 l’Italia, con 0,8 omicidi volontari commessi per centomila abitanti, si colloca a un livello inferiore rispetto alla media Ue, pari a circa un omicidio per centomila abitanti. Tassi inferiori a quello italiano si riscontrano in soli quattro stati membri: Austria, Paesi Bassi, Spagna e Polonia (con valori compresi tra 0,5 e 0,8 omicidi per centomila abitanti). I paesi con i valori più elevati di omicidi volontari sono invece le tre repubbliche baltiche

 

Nel panorama europeo si registrano tendenzialmente più vittime di omicidio tra gli uomini che tra le donne e l’Italia,  con il 30,1% di vittime di sesso femminile, si colloca in una posizione intermedia. Percentuali simili a quelle italiane si riscontrano in Grecia, Slovacchia, Portogallo e Regno Unito. La Slovenia è l’unico paese in cui il numero di donne vittime di omicidio supera quello dei maschi vittime dello stesso reato, mentre in Ungheria e Malta le percentuali di maschi e di femmine vittime si equivalgono. I valori più bassi delle vittime di omicidio femmine si registrano in Irlanda e a Cipro (13,3% in entrambi i paesi).

 

Il tasso di detenzione nel 2015 registra una notevole variabilità tra i 28 paesi dell’Ue. I valori più elevati si riscontrano in Lituania, Lettonia ed Estonia (superiori ai 200 detenuti per centomila abitanti), mentre i più bassi in Danimarca, Svezia e Finlandia (sotto i 60 detenuti per centomila abitanti). L’Italia, con 87,9 detenuti per centomila abitanti, si colloca al 19° posto della graduatoria decrescente, ben al di sotto della media europea.