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Criminalità e sicurezza

L'Italia nel contesto europeo

 

Nel 2016 in Italia sono stati commessi 0,7 omicidi volontari per 100 mila abitanti, valore appena inferiore a quello registrato, tra gli Stati membri dell’Ue, dalla Polonia. Situazioni via via più favorevoli caratterizzano solo Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca e Austria, con un’incidenza pari a 0,6, e la Slovenia. I valori più elevati si registrano invece nei paesi baltici e in Ungheria.

 

Anche se si focalizza l’attenzione sul solo genere femminile, l’Italia è uno dei paesi Ue in cui l’incidenza degli omicidi è minore. Nello stesso anno, il tasso di omicidi volontari consumati di donne è infatti pari a 0,5 per 100 mila donne, come in Spagna e in Grecia. Valori ancora inferiori caratterizzano Polonia e Paesi bassi e la Slovenia. È opportuno ricordare che, nei paesi in cui la dimensione demografica è molto contenuta, possono esserci tra un anno e l’altro variazioni rilevanti del tasso.

 

Il tasso di detenzione nel 2016 presenta una notevole variabilità tra i paesi dell’Ue. L’indice assume i suoi valori più elevati nelle Repubbliche baltiche e nella Repubblica Ceca, tra i 235,9 e i 213,0 detenuti per 100 mila abitanti. I valori più bassi (inferiori o uguali a 60 detenuti per 100 mila abitanti) si registrano invece in Finlandia, Danimarca e Svezia. L’Italia, con 92,3 detenuti per 100 mila abitanti, occupa una posizione medio-bassa nella graduatoria europea (sedicesimo posto sui 26 paesi per i quali sono disponibili i dati 2016).