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Criminalità e sicurezza

Uno sguardo d'insieme

 

Nel 2016 si osserva un complessivo calo dei delitti rispetto al 2015, largamente da imputare a provvedimenti di depenalizzazione di alcuni delitti di scarsa gravità, come le ingiurie, i cui effetti si sono manifestati sulle denunce a partire dal gennaio 2016.

Gli omicidi volontari sono 0,66 per centomila abitanti; nel 37,3% dei casi la vittima è una donna. La differenza di genere più evidente si riscontra nella relazione tra autore e vittima: per le vittime donne l’assassino va ricercato quasi esclusivamente nella cerchia familiare (nel 73,2% dei casi l’omicida è il partner, l’ex partner o un altro parente), mentre per i maschi ciò avviene solo nel 15,9% dei casi. Si osserva una diminuzione anche per gli omicidi tentati, i furti e le rapine

 

Nel 2017 diminuisce notevolmente la quota di famiglie che percepiscono il rischio di criminalità nella zona in cui vivono.

 

Nel 2015, l’azione penale inizia per 928,8 persone ogni 100.000 abitanti. Considerando il delitto più grave commesso da ciascun autore, le persone di 18 anni e più sono state imputate soprattutto per furto  e lesioni personali volontarie. Nel periodo 2006-2015, diminuiscono gli imputati per violazione delle norme in materia di immigrazione.

Il tasso di imputati per atti persecutori (stalking), in continuo aumento dal 2009 al 2014, vede per la prima volta una lieve flessione: le persone di 18 anni e più denunciate per questo tipo di delitto passano da 10,6 per 100.000 abitanti nel 2014 al 10,2 nel 2015.

 

Nel 2016 la popolazione carceraria, dopo due anni di contrazione, aumenta nuovamente e l’indice di affollamento delle carceri torna a salire leggermente.