Vai direttamente a:

Sanità e salute

L'Italia e le sue regioni

 

Nel 2016 la spesa sanitaria pubblica pro-capite è molto variabile a livello regionale per le differenze nelle condizioni socio-economiche e nei modelli di gestione dei sistemi sanitari regionali; nel Mezzogiorno è decisamente inferiore alla media nazionale, mentre nettamente al di sopra è il valore del Centro.

Anche il contributo delle famiglie alla spesa sanitaria totale è più basso nel Mezzogiorno (19,7 % nel 2015), in particolare in Campania, Sicilia e Puglia. La maggiore partecipazione si registra in Friuli-Venezia Giulia (33,0%) e Valle d'Aosta (30,8%).

Ampio divario tra le aree del Paese per i posti letto ospedalieri. Lombardia, Emilia-Romagna, provincia autonoma di Bolzano e Toscana costituiscono dei "poli di attrazione" di ricoveri per i non residenti. Nelle Isole, in Calabria e Campania i flussi in uscita sono invece significativamente più elevati dei flussi in entrata. Per i ricoveri ordinari per malattie del sistema circolatorio si riduce nel tempo l'eterogeneità territoriale e i tassi di ospedalizzazione tendono a convergere verso la media nazionale.

 

Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori è inferiore alla media nazionale, mentre la mortalità per malattie del sistema circolatorio, sia per i maschi che per le femmine, è più elevata della media; la mortalità infantile è più alta nel Mezzogiorno nonostante il miglioramento nell'ultimo decennio.

 

Nel 2016, il consumo di alcol a rischio e l’obesità mostrano situazioni territoriali contrapposte: nel Centro-Nord è più alta la quota di consumatori di alcol, nel Mezzogiorno quella di persone obese. Per i fumatori, l'incidenza più alta si rileva in Campania, in Umbria e in Basilicata. Fumo, alcol e obesità riguardano più gli uomini, con differenze rispetto alle fasce di età