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Sanità e salute

L'Italia nel contesto europeo

 

Nell’area europea, nonostante le riforme finalizzate alla razionalizzazione delle risorse e al contenimento della spesa, il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta la scelta prevalente.

 

Nel 2016 la quota di spesa sanitaria privata in Italia è il 25,0% del totale e non si discosta troppo da quella osservata in Finlandia e Austria. I contributi delle famiglie sono maggiori in Grecia (40,7%), minori in Germania, Danimarca, Svezia e Repubblica Ceca. La spesa sanitaria pubblica italiana è inferiore a quella di altri importanti paesi europei; a fronte dei 2.509 dollari per abitante (in PPA), spesi in Italia nel 2015, Regno Unito e Francia superano i 3 mila e la Germania i 4 mila dollari per abitante.

 

L'Italia si posiziona al 23° posto nell'offerta di posti letto ospedalieri, confermandosi al di sotto della media Ue28 (3,2 rispetto a 5,1 posti letto ogni mille abitanti). Si colloca in decima posizione nella graduatoria crescente dei ricoveri ordinari per tumori e per malattie del sistema circolatorio (1.104,8 e 1.890,3 per 100 mila abitanti rispettivamente).


Il tasso di mortalità per tumori e per malattie del sistema circolatorio nel nostro Paese è inferiore alla media europea. L'Italia è anche tra i paesi con il più basso valore del tasso di mortalità infantile (2,9 per mille nati vivi), confrontabile con quello di Spagna, Lussemburgo, Portogallo e Austria.

 

Nel 2016, l'abitudine al fumo è meno diffusa in Svezia, Lussemburgo e Regno Unito; l'Italia è in posizione centrale nella classifica decrescente dei 21 paesi Oecd che vede Grecia, Ungheria ed Austria ai primi posti. Rispetto all'obesità, l'Italia è il paese con il valore più basso (10,4%).