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Istruzione

L'Italia e le sue regioni


Le regioni presentano aspetti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Tra le ripartizioni, nel 2016 il Mezzogiorno conferma la maggiore incidenza sul Pil della spesa pubblica per consumi finali in istruzione, mentre nel Nord-ovest si investe relativamente di meno.

La quota di adulti poco istruiti nel 2018 è più alta nel Mezzogiorno, il 47,0% contro il 34,2% del Centro-nord, con la Puglia che supera la soglia del 50%.

 

Nonostante i progressi degli ultimi anni, per gli abbandoni scolastici il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di oltre 8 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l'incidenza è del 18,8%: in Sardegna l'incidenza più alta, con oltre un giovane su cinque che non prosegue gli studi dopo la licenza media.

 

Nel 2016 il tasso di partecipazione al sistema formativo dei 15-24enni  cresce in tutte le ripartizioni; viceversa, diminuisce la partecipazione agli studi dei 17enni e dei 20-24enni. Anche la quota di 30-34enni con titolo universitario è differenziata sul territorio: nel 2018 in quasi tutte le regioni del Centro-Nord l'indicatore si colloca al di sopra della media nazionale, mentre nel Mezzogiorno è sempre inferiore. I divari di genere per area geografica rimangono significativi e in aumento soprattutto per i maschi:per questi ultimi la differenza fra Centro-Nord e Mezzogiorno sale a 9,6 punti percentuali, per le femmine a 11,3 punti. 

La quota di giovani che non lavorano e non studiano (Neet) diminuisce in tutte le ripartizioni e le differenze territoriali rimangono ampie, con il  Mezzogiorno che presenta una incidenza più che doppia rispetto al  Nord-est