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Istruzione

L'Italia e le sue regioni


Le regioni presentano aspetti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Tra le ripartizioni, nel 2015 il Mezzogiorno conferma la maggiore incidenza sul Pil della spesa, mentre nel Nord-ovest si investe relativamente di meno.

La quota di adulti poco istruiti nel 2017 è più alta nel Mezzogiorno, con Sardegna, Sicilia e Puglia che superano la soglia del 50%.

 

Nonostante i progressi degli ultimi anni, per gli abbandoni scolastici il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di oltre 8 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l'incidenza è del 18,5%: in Sardegna l'incidenza più alta, con oltre un giovane su cinque che non prosegue gli studi dopo la licenza media.

 

Nel 2015 il tasso di partecipazione al sistema formativo dei 15-24enni  cresce, sia pure di poco, nel Nord-ovest, mentre continua a diminuire nel Mezzogiorno e nel Nord-est. Anche la quota di 30-34enni con titolo universitario è differenziata sul territorio: nel 2017 nella maggioranza delle regioni del Centro-Nord l'indicatore si colloca al di sopra della media nazionale, mentre nel Mezzogiorno è sempre inferiore, ad eccezione della Basilicata. I divari di genere risultano accentuati dall'area geografica: per i maschi la differenza fra Centro-Nord e Mezzogiorno è di 6 punti percentuali, per le femmine di 10,5 punti. 

La quota di giovani che non lavorano e non studiano (Neet) diminuisce solamente in alcune ripartizioni e le differenze territoriali rimangono ampie, con il  Mezzogiorno che presenta una incidenza quasi doppia rispetto al  Nord-ovest.