Vai direttamente a:

Istruzione

Uno sguardo d'insieme

 
La spesa in istruzione permette di valutare le policies attuate in materia di crescita e valorizzazione del capitale umano. Nel 2016 in Italia la spesa pubblica per consumi finali in istruzione è il 3,4% del Pil, in leggero calo rispetto all'anno precedente. 

L'istruzione della popolazione di 25-64 anni è una buona proxy delle conoscenze della popolazione. Negli ultimi anni prosegue il miglioramento del livello di istruzione per gli adulti, con una quota di 25-64enni che ha conseguito al massimo la licenza media scesa tra il 2004 e il 2017 di oltre 12 punti e una ulteriore diminuzione nel 2018. Nel 2016 la quota di giovani 15-24enni complessivamente impegnati in un percorso di formazione risulta in leggera crescita rispetto al 2015. L'aggiornamento delle conoscenze e la formazione durante l'arco della vita sono importanti anche per l'integrazione nel mercato del lavoro: nel 2018 interessa l'8,1% dei 25-64enni, una quota in lieve aumento rispetto al 2017. 

La Strategia Europa 2020 fissa alcuni obiettivi sui livelli di istruzione della popolazione, alcuni dei quali sono stati già raggiunti dal nostro Paese.
La quota di giovani che abbandonano precocemente gli studi in Italia, seppure in leggera risalita per il contributo della componente femminile, nel 2018 è il 14,5% , superando l'obiettivo nazionale del 16% fissato per il 2020. Nello stesso anno sale al 27,8% la quota dei 30-34enni che hanno conseguito un titolo di studio universitario, un incremento alimentato dalla sola componente maschile
Infine, i giovani di 15-29 anni che non studiano e non lavorano sono 2 milioni e 64 mila (il 23,4% della relativa popolazione), in riduzione per il quarto anno consecutivo e con una incidenza più elevata tra le donne rispetto agli uomini.