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Stranieri

L'Italia e le sue regioni

 

Storicamente gli stranieri sul territorio italiano si sono concentrati soprattutto nelle ripartizioni del Centro-Nord. Nel 2017 tuttavia essi sono cresciuti di più nel Mezzogiorno (+ 4,5%) e nel Centro (+1,9%), che nel Nord (+1,2%). Il fenomeno è in parte dovuto agli sbarchi (pur diminuiti nel corso dell’anno), come confermato da quote più elevate di cittadini stranieri residenti in convivenza sul totale nelle regioni del Sud (4,5%) e delle Isole (5,8%), rispetto alle regioni del Nord (1,9%).

L’incremento per il Mezzogiorno è frutto del movimento migratorio con l’estero, mentre il numero dei nati si conferma più elevato nel Nord e nel Centro, a causa della maggiore presenza di cittadini stranieri.

Al 1° gennaio 2018 quasi l’86% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti hanno un permesso rilasciato o rinnovato nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno sono solo il 14,3%. Le incidenze più alte di permessi di soggiorno si riscontrano in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto.
L’aumento dei nuovi flussi di ingresso ha riguardato invece soprattutto il Mezzogiorno e il Nord-Ovest.

 

Gli stranieri residenti nel Centro-Nord sono mediamente più istruiti di quelli che vivono nel Mezzogiorno, con una percentuale di laureati circa doppia nella prima ripartizione rispetto alla seconda. 

Nel 2018 il tasso di occupazione di 15-64 anni degli stranieri cresce in tutte le aree del Paese, in particolare nelle regioni meridionali e con il contributo esclusivo della componente maschile. Il tasso di disoccupazione si riduce in tutte le ripartizioni, soprattutto nel Centro e nel Mezzogiorno, ad eccezione del Nord-est. Anche nel 2018 il tasso di inattività della popolazione straniera rimane più basso di quello degli autoctoni in tutte le ripartizioni, tranne nel Nord, con un divario che nel Mezzogiorno aumenta a 11,7 punti percentuali.