Vai direttamente a:

Stranieri

L'Italia nel contesto europeo

 

Al 1° gennaio 2016, data più recente della disponibilità dei dati a livello europeo, l’incidenza degli stranieri in Italia è pari a 8,3%, valore superiore alla media Ue. All’undicesimo posto nella graduatoria dei 28 paesi, l’Italia segue la Germania (10,5%), la Spagna (9,5%) e il Regno Unito (8,6%); precede invece la Francia (6,6%). In questi paesi la storia dell’immigrazione ha radici più antiche e una quota più rilevante di residenti originariamente cittadini stranieri può aver acquisito la cittadinanza.

 

Nel 2016 nell'Unione europea il tasso di occupazione aumenta sia per la componente straniera che per quella autoctona. Tuttavia, rispetto all’anno precedente, aumenta il divario a favore della popolazione autoctona: il suo tasso di occupazione è infatti in media del 71,7%, mentre quello della popolazione straniera è del 64,4%. In Italia, al contrario, il tasso di occupazione è più elevato tra la popolazione straniera e risulta in crescita rispetto al 2015 (+0,7 punti percentuali), similmente a quanto avviene in media nell’Ue (+0,6 punti percentuali). Tra i pochi paesi in cui il tasso di occupazione è più elevato per gli stranieri rientrano tra gli altri anche Repubblica Ceca, Lussemburgo  e Slovacchia.

 

Il tasso di disoccupazione degli stranieri è, nella media europea, decisamente più alto rispetto a quello degli autoctoni (rispettivamente 13,7% e 8,1%). A livello europeo, la differenza tra le due componenti è più elevata rispetto a quanto si registra in Italia e il divario maggiore si registra in Svezia. Il tasso di inattività nei 28 paesi europei, tende a diminuire per le popolazioni nazionali e ad aumentare per quelle straniere