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Finanza pubblica

L'Italia nel contesto europeo


Dal 2011, per effetto delle misure di contenimento della spesa pubblica adottate da vari governi europei, si osserva un generalizzato miglioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici.

Nel 2017 nella media dei paesi Ue, l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil risulta del -1,0%, mentre il nostro Paese presenta un valore  del -2,4%. La Spagna ha leggermente superato il limite del -3,0% stabilito dal Trattato di Maastricht, valore al quale si è attestato il Portogallo; dodici paesi presentano un accreditamento netto.


Il rapporto debito/Pil dell'Italia risulta tra i più elevati, inferiore solo a quello della Grecia. Il miglioramento rispetto al 2016 (-0,2 punti percentuali) è molto contenuto se confrontato con quello realizzato da gran parte dei paesi dell'Uem. Nella media dei 19 paesi dell'area dell'euro il rapporto debito/Pil si è ridotto di 1,7 punti percentuali; di 2,3 punti per la media Ue.  


I sistemi fiscali dei paesi dell'Ue, pur caratterizzati da un crescente grado di armonizzazione e da molte similitudini,  presentano anche differenze molto ampie riguardo il livello complessivo di imposizione, il peso delle singole imposte, la ripartizione della fiscalità e dei suoi proventi tra i diversi livelli di governo. In termini di pressione fiscale complessiva, valori più elevati si riscontrano nei paesi nordici, mentre i paesi membri di più recente ingresso hanno valori notevolmente inferiori alla media Ue. L'Italia si colloca al quinto posto nella graduatoria decrescente.


Nel 2017, il nostro Paese presenta livelli di spesa delle Amministrazioni pubbliche inferiori alla principali economie dell'Unione europea: tra queste, solo la Spagna spende meno dell’Italia. Quasi tutti i paesi di nuova adesione presentano una spesa pubblica per abitante decisamente più contenuta rispetto alla media Ue.