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Finanza pubblica

L'Italia nel contesto europeo


Dal 2011, per effetto delle misure di contenimento della spesa pubblica adottate da vari governi europei, si osserva un generalizzato miglioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici.

Nel 2016 nella media dei paesi Ue, l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil risulta del -1,7%, mentre il nostro Paese presenta un valore  del -2,5%. Alcuni grandi paesi come Francia e Spagna hanno superato il limite del 3,0% stabilito dal Trattato di Maastricht; dieci paesi presentano un accreditamento netto.


Il rapporto debito/Pil dell'Italia risulta tra i più elevati, inferiore solo a quello della Grecia. Il peggioramento registrato nel corso dell'anno (+0,5 punti percentuali) risulta minore di quello di Francia, Portogallo, Lettonia e Grecia, mentre nei rimanenti paesi dell'Uem si registrano generalizzati miglioramenti. Nella media dei 19 paesi dell'area dell'euro il rapporto debito/Pil si è ridotto di un punto percentuale; di 1,3 punti per l'Ue.  


I sistemi fiscali dei paesi dell'Ue, pur caratterizzati da un crescente grado di armonizzazione e da molte similitudini,  presentano anche differenze molto ampie riguardo il livello complessivo di imposizione, il peso delle singole imposte, la ripartizione della fiscalità e dei suoi proventi tra i diversi livelli di governo. In termini di pressione fiscale, l'Italia è fra i paesi con i valori più elevati, superata, tra i maggiori partner, solo dalla Francia. 
Nel 2016, il nostro Paese si colloca poco al di sopra della media Ue per livello di spesa delle Amministrazioni pubbliche, ma è ancora al di sotto delle principali economie; tra queste, solo la Spagna spende meno dell’Italia. Quasi tutti i paesi di nuova adesione presentano una spesa pubblica per abitante decisamente più contenuta rispetto alla media Ue.