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Protezione sociale

L'Italia e le sue regioni


Nel 2016 la spesa per la rete territoriale dei servizi sociali, in rapporto al Pil, è mediamente più alta nel Nord-est,  risulta più contenuta nel Centro Italia e nel Mezzogiorno e assume i valori più bassi nel Nord-ovest. A livello regionale le quote più alte rispetto al Pil si rilevano nella provincia autonoma di Bolzano, in Sardegna, Friuli-Venezia Giulia e nella provincia autonoma di Trento. 

Nelle regioni del Mezzogiorno i livelli di spesa pro capite dei comuni sono decisamente inferiori rispetto alle regioni del Centro-Nord: ad eccezione della Sardegna, per le altre regioni si passa da un minimo di circa 22 euro per abitante in Calabria ad un massimo di quasi 79 euro in Sicilia.

Le prestazioni e i contributi sociali sono legati alla struttura demografica e produttiva del Paese. Nel Mezzogiorno l'indice di copertura previdenziale risulta inferiore al dato nazionale e la Calabria presenta il valore più basso, seppure in aumento rispetto al 2015.

La spesa per pensioni rispetto al Pil è più contenuta nel Nord-est, mentre il Mezzogiorno è l'unica ripartizione che registra un'incidenza più elevata della media nazionale.

 

A livello regionale l’indicatore di diffusione dell’offerta pubblica di servizi socio-educativi per la prima infanzia presenta variazioni molto significative. Le regioni del Nord-est godono mediamente di una maggiore presenza dei servizi per l’infanzia pubblici o finanziati dal settore pubblico; Centro e Mezzogiorno registrano valori inferiori al dato nazionale.
Nel corso degli ultimi due anni di osservazione si registra un miglioramento della copertura e dell'utilizzo dei servizi nelle regioni meridionali con un conseguente attenuarsi delle divergenze. Tuttavia, la percentuale di utenti sui bambini residenti di 0-2 anni mostra ancora divari molto ampi, come emerge dal confronto tra i valori assunti dall'indicatore al Centro-Nord e nel Mezzogiorno.