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Macroeconomia

L'Italia e le sue regioni

 

Nel 2016 la maggior parte delle regioni registra una crescita del Pil pro capite: l'aumento più marcato in Campania (+3,4%); in controtendenza Umbria (-1,0%) e Sardegna (-0,6%). Il divario territoriale si mantiene alto: il livello nel Mezzogiorno è inferiore del 43,4% rispetto al Centro-Nord. Le regioni con il Pil pro capite più basso sono Calabria e Sicilia; Trentino Alto-Adige, Lombardia, Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna presentano i valori più alti, al di sopra dei 30 mila euro.

 

Le regioni con le quote più elevate di esportazioni sono al Nord: Lombardia (26,9%), Veneto (14,0%), Emilia-Romagna (13,5%) e Piemonte (10,7%).

 

Nel 2015 l’incidenza dei consumi finali interni sul Pil risulta sempre molto elevata nel Mezzogiorno, superando il 100% in Calabria, Sicilia, Molise, Puglia e Sardegna. Da oltre un decennio si registra il massimo in Calabria e il minimo in Lombardia, che insieme al Veneto presenta aumenti in termini reali superiori al 2%. La quota degli investimenti sul Pil più bassa si registra in Sicilia e la più elevata nella provincia autonoma di Bolzano; Basilicata e Campania registrano gli incrementi più elevati in termini reali. La produttività del lavoro nel Nord-est e nel Mezzogiorno ha registrato crescite superiori a quella media nazionale (0,2%), mentre è diminuita nel Centro (-0,6%).

 

Nel 2017 i prezzi al consumo segnalano un aumento sostanzialmente in linea con il dato nazionale in quasi tutte le ripartizioni territoriali. A livello regionale, escludendo i due valori estremi (la provincia autonoma di Bolzano con +2,2% e la Basilicata con +0,7%), le variazioni annue dei prezzi tra le restanti regioni sono racchiuse in un punto percentuale.