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Strutture produttive

L'Italia e le sue regioni


Nel 2015 la quasi totalità delle regioni italiane presenta una lieve flessione nel numero di imprese per 1.000 abitanti.

Dal punto di vista della distribuzione regionale si delinea una netta distinzione tra il Centro-Nord da un lato, caratterizzato da un rapporto molto elevato di imprese e con un numero di dipendenti superiore alla media nazionale, e il Mezzogiorno dall'altro, con imprese di minori dimensioni.

Per contro l'analisi territoriale mostra una propensione all'imprenditorialità piuttosto elevata nel Mezzogiorno, dove l'indicatore raggiunge i valori massimi, rispetto al minor slancio dimostrato nel Nord del Paese. Tuttavia, nel Mezzogiorno la popolazione di imprese risulta essere più instabile, essendo caratterizzata dai valori più alti di natalità e mortalità e quindi del turnover lordo.

Il tasso di sopravvivenza delle imprese a cinque anni continua a diminuire in quasi tutte le regioni, anche per la polverizzazione del sistema produttivo italiano e la specializzazione nel segmento delle microimprese operanti nei servizi che rappresentano ovunque circa il 30% dell'occupazione.

Le regioni del Nord-ovest hanno in media i livelli di competitività più elevati, mentre i livelli inferiori dell’indicatore si registrano nel Mezzogiorno: il maggior differenziale di competitività fra le due ripartizioni si registra nei servizi. L'analisi settoriale rivela una situazione di più bassa competitività nel comparto delle costruzioni

La presenza di dipendenti pubblici in rapporto alla popolazione è più elevata in Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano. La presenza femminile negli organi di vertice evidenzia significative differenziazioni territoriali, con il valore più basso in Sicilia e quello più alto in Emilia-Romagna.