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Energia

L'Italia nel contesto europeo

 

Il consumo di energia elettrica nei paesi Ue28 nel 2016 è in media pari a 5.448,8 kWh per abitante. Continua per il secondo anno consecutivo il diffuso aumento dei consumi ad eccezione di Regno Unito, Malta, Italia, Germania e Belgio dove si riscontra un andamento decrescente. Rispetto al 2005 gli abitanti dei paesi dell’Est Europa, del Portogallo, della Grecia, dell'Austria e Malta hanno aumentato il proprio consumo, mentre nel resto dei paesi risulta diminuito.

 

L’Italia, con un consumo di energia elettrica pari a 4.717 Kwh per abitante, si colloca al 17° posto della graduatoria decrescente, al di sotto della media Ue e di alcuni paesi di maggiori dimensioni.

Ai vertici della graduatoria si attestano Finlandia, Svezia e Lussemburgo, con consumi superiori ai 10 mila kWh per abitante; Svezia e Finlandia sono anche i principali produttori, con una produzione lorda doppia rispetto alla media dell'Unione. L'Italia, con 47,8 Gwh per 10.000 abitanti, si pone al di sotto della media Ue (63,7) e dei paesi maggiormente industrializzati. Valori più bassi dell'indicatore si riscontrano, ad eccezione di Malta, in quasi tutti i paesi appartenenti all'Est Europa.

 

Nel 2016 i paesi che presentano valori superiori al 50%, di consumi di energia elettrica generata da fonti rinnovabili sono l'Austria, la Svezia, il Portogallo, la Lettonia e la Danimarca. L'Italia, con un valore del 34%, si pone al nono posto della graduatoria e al di sopra della media Ue28 (29,6%). Negli ultimi undici anni i paesi dell’Ue28 hanno in media raddoppiato la loro quota; le migliori performance in Danimarca e Portogallo, dove l'incidenza è cresciuta di oltre 26 punti percentuali. La Svezia e l’Austria, con quote superiori al 60%, sono già in linea con il target presunto al 2030 inserito nella nuova direttiva RED II della Comunità europea.