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Criminalità  e sicurezza

L'Italia e le sue regioni

 

Nel 2015 si riscontrano, come storicamente accade, nette differenze territoriali per quanto riguarda la distribuzione dei delitti. A livello regionale, i valori più elevati degli omicidi consumati si registrano in Calabria e Campania. Quest'ultima regione presenta anche il tasso di rapine più alto, circa doppio rispetto al gruppo di regioni che la seguono in graduatoria. All’estremo opposto si collocano Basilicata e Valle d’Aosta.

 

Rispetto al 2014 la quota degli omicidi di donne aumenta nel Mezzogiorno e significativamente nel Nord-est, che presenta l'incidenza più elevata.

 

Il rischio di criminalità nella zona in cui si vive nel 2016 è sentito soprattutto nel Lazio, dove questo problema è dichiarato da una famiglia su due. Nella maggioranza delle regioni si osserva una contenuta diminuzione dell'incidenza della percezione rispetto al 2015, con alcune eccezioni.

  

I trend relativi all'inizio dell'azione penale e all'archiviazione mostrano una certa irregolarità. Nel 2014 il tasso più contenuto delle persone denunciate per le quali inizia l’azione penale si registra nel Nord-est, mentre il Mezzogiorno registra il più elevato. Al contempo, analoga distribuzione si riscontra per il tasso delle persone denunciate per le quali è stata disposta l'archiviazione.

 

Nel 2015, l’incidenza della popolazione carceraria è massima nel Mezzogiorno e minima nel Nord-est. I detenuti stranieri nel Mezzogiorno rappresentano solo il 17% della popolazione carceraria, mentre nelle altre ripartizioni la percentuale supera il 40%. Le percentuali maggiori si registrano nelle province autonome di Bolzano e di Trento. I livelli più gravi di affollamento carcerario si registrano invece in Puglia, Firuli-Venezia Giulia e Lombardia.