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Criminalità  e sicurezza

L'Italia e le sue regioni


Nel 2014 per taluni reati le differenze territoriali si sono attenuate. Per quanto riguarda il "crimine di strada", il tasso di rapine più alto si ha in Campania, seguita con notevole distacco dal Lazio. I valori più elevati di furti denunciati si registrano invece nelle regioni del Centro-Nord, con in testa Emilia-Romagna, Lazio e Lombardia. Piemonte ed Emilia-Romagna presentano i tassi più consistenti di furti in abitazione, mentre gli scippi sono più diffusi nel Mezzogiorno e in particolare in Sicilia e Campania.

Gli omicidi volontari nel Paese sono in netta diminuzione e la Calabria si conferma la regione con l'incidenza maggiore. Se passiamo a considerare le persone denunciate per reati, i trend sull'azione penale nei loro confronti sono piuttosto irregolari. Nel 2013, il tasso più elevato delle persone denunciate per le quali inizia l'azione penale si registra in Molise, Calabria e Abruzzo. Analoga distribuzione si riscontra per le persone denunciate per le quali è stata disposta l'archiviazione: il tasso varia da 890,6 del Nord-est a 1.236,8 del Mezzogiorno.

Nel 2014, il 43,4% della popolazione carceraria è detenuta in Istituti di prevenzione e pena del Mezzogiorno. Il valore più alto del rapporto tra popolazione carceraria e popolazione residente è massimo in Umbria e minimo a Bolzano. Complessivamente, il Mezzogiorno presenta una percentuale di detenuti stranieri (15,8%) molto più bassa rispetto al Centro-Nord (48,6%).

La percentuale più alta di vittime donne sul totale si osserva in alcune regioni del Centro e del Nord Italia: nello specifico, sono l'Umbria e la Toscana a presentare i valori più alti. Se si considera il punto di vista della cittadinanza sugli aspetti della sicurezza, si segnala in tutte le regioni un aumento della quota di famiglie che percepiscono la propria zona a rischio di criminalità (soprattutto al Centro e al Nord).