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Criminalità  e sicurezza

L'Italia nel contesto europeo


Nel 2014 l’Italia, con 0,78 omicidi volontari commessi per 100 mila abitanti, si colloca a un livello inferiore rispetto al dato medio Ue (circa un omicidio per 100 mila abitanti). Precedono l’Italia cinque Stati membri (Austria, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi e Polonia) che presentano valori compresi tra 0,47 e 0,74 omicidi per 100 mila abitanti. I paesi con i valori più elevati di omicidi volontari sono invece la Lituania (5,27 omicidi per 100 mila abitanti), la Lettonia (3,85) e l’Estonia (3,12).

 

In tutti gli Stati membri (per i quali si è considerato l’ultimo anno disponibile) si registrano più vittime di omicidio tra gli uomini che tra le donne, con esclusione della Lettonia in cui le due quote sostanzialmente si equivalgono. L’Italia, con il 30,1% di vittime di sesso femminile nei dati riferiti al 2015, si colloca in una posizione intermedia; oltre al Lussemburgo, dove la quota di donne uccise è nulla, i paesi in cui i valori  sono più bassi sono la Grecia (6,6%) e l’Irlanda (13,3%).

 

Il tasso di detenzione nel 2014 registra una notevole variabilità tra i 28 paesi dell’Ue. I valori più alti si riscontrano in Polonia (206,2 detenuti per 100 mila abitanti), Estonia (231,0),  Lettonia (238,9) e Lituania (295,6), mentre i più bassi in Finlandia (57,5), Svezia (58,5), Danimarca (63,3), Cipro (63,4). L’Italia, con 90 detenuti per 100 mila abitanti, si colloca al di sotto della media europea (118,7) e presenta valori simili a Francia e Croazia.