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Cultura e tempo libero

Uno sguardo d'insieme

 

La spesa delle famiglie per consumi culturali rappresenta uno degli indicatori chiave individuati dall’Ue per la valutazione delle politiche per lo sviluppo delle condizioni di vita e del welfare nel lungo termine. Le famiglie italiane destinano alla spesa per ricreazione e cultura mediamente il 6,6% della spesa complessiva per consumi finali (nei dati relativi al 2014).

 

Nel 2016 riprende a diminuire la lettura di libri e quotidiani. Tra coloro che leggono libri prevalgono i lettori "deboli": quasi la metà lo fa al massimo per 3 libri all'anno. La quota di lettori di quotidiani, per la maggioranza uomini e adulti,  subisce un forte calo.

Nello stesso tempo, gli individui che leggono giornali, informazioni e riviste su Internet tra il 2015 e il 2016 aumenta da 30,5% a 33,8%. Il fenomeno è più diffuso tra i maschi e nella classe di età 20-24 anni, mentre vi è una prevalenza femminile nelle classi di età 11-19 e 25-34 anni.

 

Nel 2014 il 29,6% dei libri stampati è diffuso anche in formato e-book, ma nel 2016 solo l'8,4% degli utenti di internet utilizza la rete per accede ai libri in formato digitale e i giovani di 15-24 anni ne sono i maggiori utilizzatori.

 

Prosegue la ripresa della partecipazione culturale: anche nel 2016 a dare un particolare contributo sono l’afflusso al cinema e a concerti di musica diversa da quella classica e le visite a musei, mostre, siti archeologici e monumenti. I giovani tra gli 11 e i 24 anni sono i maggiori fruitori dei diversi intrattenimenti e spettacoli nel tempo libero.

 

La propensione alla pratica sportiva nel tempo libero è più elevata tra gli uomini e meno tra le donne; essa è in crescita, ma riguarda ancora poco più di un terzo della popolazione di 3 anni e più. Solo un quarto vi si dedica in modo continuativo.