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Sanità e salute

L'Italia nel contesto europeo

 

Da oltre un decennio nell'Ue il sistema sanitario è sottoposto a riforme finalizzate alla razionalizzazione delle risorse e al contenimento della spesa; il finanziamento pubblico dei servizi sanitari rappresenta comunque la scelta prevalente.

 

Nel 2015 la quota di spesa sanitaria privata in Italia è pari al 24,5% del totale, come in Estonia e Finlandia; i contributi maggiori si registrano in Grecia (39,4%), i contributi minori in Germania (15,0%).

La spesa sanitaria pubblica italiana è inferiore a quella di altri importanti paesi europei: a fronte dei circa 2.431 dollari per abitante, in parità di potere d’acquisto, spesi in Italia nel 2014, Regno Unito e Francia superano i 3 mila e la Germania i 4 mila dollari per abitante.

 

Riguardo l'offerta di posti letto ospedalieri, nel 2014 l'Italia si conferma al di sotto della media Ue28 (3,4 rispetto a 5,2 posti letto ogni mille abitanti).

Il nostro Paese si posiziona quasi a metà della graduatoria dei ricoveri ordinari per tumori e per malattie del sistema circolatorio (rispettivamente 1.116,6 e 1.947,6 per 100 mila abitanti). 


Il tasso di mortalità italiano per tumori e per malattie del sistema circolatorio nel 2013 è inferiore alla media europea. L'Italia si conferma anche tra i paesi con il più basso valore del tasso di mortalità infantile (2,8 per mille nati vivi nel 2014), confrontabile con quello di Estonia, Spagna, Lussemburgo e Portogallo.

 

L'abitudine al fumo è meno diffusa in Svezia, Lussemburgo e Finlandia; l'Italia si colloca in posizione centrale nella classifica dei 21 paesi europei aderenti all'Oecd, che vede nelle prime posizioni Grecia, Ungheria ed Austria. Rispetto all'obesità, l'Italia è tra i paesi con i valori più bassi insieme a Svezia, Belgio e Paesi Bassi.