Vai direttamente a:

Istruzione

L'Italia e le sue regioni


Le regioni presentano comportamenti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Il Mezzogiorno, con una più numerosa popolazione in età scolare, ha la maggiore incidenza sul Pil della spesa in Istruzione; nel Nord-ovest, unica ripartizione in cui la spesa sul Pil è leggermente aumentata nell'ultimo anno, si investe relativamente di meno.

La quota di adulti poco istruiti sfiora il 50% nel Mezzogiorno, con una partecipazione degli stessi ad attività formative più bassa rispetto alle altre ripartizioni. Nonostante i progressi degli ultimi anni, per gli abbandoni scolastici il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di quasi 9 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l'incidenza è più alta. In Sicilia e Sardegna circa un giovane su quattro non prosegue gli studi dopo la licenza media. Nel Centro-Nord si registrano i più alti tassi di partecipazione dei 15-24enni al sistema formativo (in particolare in Emilia- Romagna e Lazio); il Mezzogiorno è distanziato di circa 9 punti percentuali (con il valore più basso in Basilicata). Anche la quota di 30-34enni con titolo universitario è differenziata sul territorio: nel 2015 nel Centro-Nord l'indicatore si colloca in quasi tutte le regioni al di sopra della media nazionale, mentre nel Mezzogiorno è inferiore di oltre 5 punti percentuali.

I giovani che non lavorano e non studiano diminuiscono in tutte le ripartizioni, anche se con intensità differenti: la riduzione maggiore si riscontra nel Centro, le incidenze più elevate si confermano nel Mezzogiorno.