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Istruzione

L'Italia e le sue regioni


Le regioni presentano aspetti tra loro differenti per la spesa in istruzione e formazione. Tra le ripartizioni, il Mezzogiorno presenta la maggiore incidenza sul Pil della spesa, mentre nel Nord-ovest si investe relativamente di meno.

La quota di adulti poco istruiti nel 2016 è di poco inferiore al 50% nel Mezzogiorno, con una partecipazione degli stessi ad attività formative più bassa rispetto alle altre ripartizioni.

 

Nonostante i progressi degli ultimi anni, per gli abbandoni scolastici il divario territoriale rimane elevato, con una distanza di oltre 9 punti percentuali tra il Nord-est e il Mezzogiorno, dove l'incidenza è più alta (18,4%): in Sicilia quasi un giovane su quattro non prosegue gli studi dopo la licenza media.

 

Nel 2014 nel Centro-Nord si registrano i più alti tassi di partecipazione dei 15-24enni  al sistema formativo (in particolare in Emilia-Romagna e Lazio); il Mezzogiorno è distanziato di oltre 11 punti percentuali (con il valore più basso in Basilicata). Anche la quota di 30-34enni con titolo universitario è differenziata sul territorio: nel 2016 nel Centro-Nord l'indicatore si colloca in quasi tutte le regioni al di sopra della media nazionale, mentre nel Mezzogiorno è inferiore di 5,5 punti percentuali. 

La quota di giovani che non lavorano e non studiano (Neet) diminuisce in tutte le ripartizioni. Nonostante il calo sia diffuso anche in molte regioni del Mezzogiorno, le incidenze più elevate di Neet continuano a rilevarsi in questa ripartizione, con una punta del 38,2% in Calabria.