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Stranieri

L'Italia e le sue regioni


Storicamente gli stranieri sul territorio italiano si sono concentrati soprattutto nelle ripartizioni del Centro-Nord. Negli anni più recenti tuttavia essi sono cresciuti più intensamente nel Mezzogiorno. In particolare, nel Nord-est per la prima volta si è registrata una diminuzione, dovuta anche all'elevato numero di cittadini stranieri divenuti italiani. Anche la riduzione dei nuovi flussi ha riguardato soprattutto il Nord-est del Paese (-13,5%). Al contrario nel Mezzogiorno, a seguito soprattutto degli arrivi per mare di persone in cerca di protezione internazionale, si è registrato un deciso aumento dei nuovi ingressi (+15,9% rispetto al 2013).

Il tasso di occupazione degli stranieri cresce in particolare nel Mezzogiorno, dove quello degli italiani è in calo. Il tasso di disoccupazione si attesta su valori simili nelle diverse ripartizioni, mentre il tasso di inattività della popolazione straniera è più basso di quello autoctono in tutte le ripartizioni, con un divario più accentuato nel Mezzogiorno.

Le differenze maggiori fra popolazione straniera e nazionale nei livelli di istruzione emergono in relazione al genere, con livelli di istruzione molto simili per le donne italiane e straniere e differenze abbastanza marcate a sfavore degli stranieri per gli uomini. Lo squilibrio territoriale nei livelli di istruzione si accentua per la popolazione immigrata: se al Nord e al Centro meno della metà degli stranieri ha conseguito al massimo la licenza media, nel Mezzogiorno questa quota sale al 62,7%.