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Stranieri

L'Italia e le sue regioni

 

Storicamente gli stranieri sul territorio italiano si sono concentrati soprattutto nelle ripartizioni del Centro-Nord. Nel 2015, tuttavia, gli stranieri residenti sono aumentati nel Mezzogiorno e nel Centro, mentre sono diminuiti nel Nord. L’incremento per il Mezzogiorno è frutto soprattutto del movimento migratorio con l’estero, mentre il numero dei nati si conferma più elevato nel Nord e nel Centro, per la maggiore presenza di cittadini stranieri.

 

Al 1° gennaio 2016, quasi l’86% dei cittadini non comunitari regolarmente presenti hanno un permesso rilasciato o rinnovato nel Centro-Nord, mentre nel Mezzogiorno sono solo il 14,1%.  Le incidenze più alte dei permessi di soggiorno sono relative a Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto. La riduzione dei nuovi flussi di ingresso ha riguardato invece soprattutto il Centro e il Mezzogiorno.

 

Il tasso di occupazione (20-64 anni) degli stranieri cresce esclusivamente nel Mezzogiorno e nelle regioni del Nord-ovest, mentre il tasso di disoccupazione si riduce in tutte le ripartizioni tranne nel Nord-est, dove rimane invariato. Il tasso di inattività della popolazione straniera è più basso di quello autoctono in tutte le ripartizioni. Il divario più accentuato tra l’inattività di italiani e stranieri si registra nel Mezzogiorno.

 

Se al Nord e al Centro poco meno della metà degli stranieri ha conseguito al massimo la licenza media, nel Mezzogiorno questa quota sale al 63%. Se consideriamo il genere, tra gli uomini italiani e stranieri le differenze tra livelli di istruzione sono più marcate rispetto alle donne, con una posizione di svantaggio per gli stranieri.