Vai direttamente a:

Stranieri

L'Italia nel contesto europeo

 

Al 1° gennaio 2015, data più recente della disponibilità dei dati a livello europeo, l’incidenza degli stranieri in Italia è l'8,2%, valore al di sopra della media Ue.  Il nostro Paese si colloca all’undicesimo posto nella graduatoria dei 28 Stati membri, subito dopo il Regno Unito (8,4%) e la Germania (9,3%) e prima della Francia (6,6%). In questi paesi, la storia dell’immigrazione ha radici più antiche e una quota più rilevante di residenti originariamente cittadini stranieri può aver acquisito la cittadinanza.

 

Nella media dell'Unione europea nel 2015 il tasso di occupazione aumenta sia per la componente straniera che per quella autoctona: a differenza di quanto avviene in Italia, per gli stranieri la quota di occupati è più bassa rispetto agli autoctoni. Nei paesi con una storia di immigrazione più lunga e consolidata, il tasso di occupazione degli stranieri è tendenzialmente più basso di quello dei nazionali.

 

Il tasso di disoccupazione diminuisce per la componente straniera in misura maggiore che per quella autoctona. Tuttavia, gli stranieri presentano un tasso di disoccupazione decisamente più elevato degli autoctoni (15,1% contro 8,9%, rispettivamente). A livello europeo, il divario tra le due componenti è più elevato rispetto a quanto si registra in Italia.