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Stranieri

L'Italia nel contesto europeo


Al 1° gennaio 2014, l'incidenza degli stranieri in Italia è l'8,1%, circa un punto e mezzo superiore alla media Ue. Il nostro Paese si colloca al decimo posto nella graduatoria delle 28 economie, tra Germania (8,7%) e Regno Unito (7,8%) e con un valore superiore a quello della Francia (6,3%). In questi paesi la storia dell'immigrazione ha radici più antiche e si può presumere che una quota più rilevante di residenti originariamente cittadini stranieri possa aver acquisito la cittadinanza. Dove il fenomeno migratorio è, invece, più recente, come in Spagna, l'incidenza risulta più elevata della nostra.

Nella media dell'Unione europea nell'ultimo anno (2014) il tasso di occupazione aumenta più per la componente straniera che per quella autoctona, anche se, a differenza di quanto avviene in Italia, per gli stranieri la quota di occupati è più bassa rispetto agli autoctoni. Soprattutto nei paesi con una storia di immigrazione più lunga e consolidata il tasso di occupazione degli stranieri è più basso di quello dei nazionali. Il tasso di disoccupazione diminuisce sia per la componente autoctona che per gli stranieri, che però come in Italia resta su valori decisamente superiori (16,4% contro 9,7%). A livello europeo il divario tra le due componenti è più elevato rispetto a quanto si registra in Italia.