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Finanza pubblica

L'Italia nel contesto europeo


Gli indicatori della finanza pubblica consentono di misurare in modo sintetico il livello di stabilità economica e monetaria di un paese.
Negli ultimi anni, per effetto delle misure di contenimento della spesa pubblica adottate dai governi europei, si osserva un generalizzato miglioramento dei saldi e delle dinamiche dei conti pubblici.
Nella media dei paesi Ue, nel 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è diminuito per il 5° anno consecutivo, con un nuovo miglioramento del saldo primario. Il nostro Paese risulta allineato alla media dell'area.
Il rapporto debito/Pil dell'Italia è inferiore solo a quello della Grecia. In termini di dinamica del rapporto, il nostro Paese si colloca al 5° posto tra i partner Uem, dopo Slovenia, Cipro, Spagna e Finlandia. Tra questi, solo l'Italia ha registrato un avanzo di bilancio al netto della spesa per interessi, risultando, nonostante la recessione economica, tra i tre paesi più virtuosi dell'area euro dopo Germania e Lussemburgo.

I sistemi fiscali dei paesi dell'Ue, pur caratterizzati da un crescente grado di armonizzazione e da molte similitudini, in particolare l'universalità dell'Iva, presentano anche differenze molto ampie riguardo il livello complessivo di imposizione, il peso delle singole imposte, la ripartizione della fiscalità e dei suoi proventi tra i diversi livelli di governo. In termini di pressione fiscale, l'Italia si colloca al 5° posto, preceduta, tra i maggiori paesi, solo dalla Francia.

Nel 2014 la spesa della Pubblica amministrazione italiana è di circa 13.597 euro per abitante, un valore poco al di sopra della media dell'Ue28, ma ancora inferiore a quello dei principali paesi dell'Unione; infatti, tra le grandi economie, solo la Spagna spende meno dell'Italia.