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Finanza pubblica

Uno sguardo d'insieme


Gli indicatori di finanza pubblica sono oggetto di particolare interesse nella programmazione economica dell'area euro.
L'indebitamento netto della Pubblica amministrazione in percentuale del Pil costituisce l'indicatore di riferimento per la gestione degli obiettivi di bilancio e per la valutazione dello stato dei conti pubblici. Negli accordi di Maastricht sull'adesione all'Uem è stato fissato un deficit massimo del 3%, valore su cui converge l'Italia dal 2012.
Al netto degli interessi passivi si ottiene il saldo primario, così da far emergere le differenze tra i paesi negli oneri del debito.
Il rapporto debito/Pil nel 2014 è salito al 132,3. La sua dinamica di crescita è però risultata in rallentamento per gli effetti del minore costo del debito, della maggiore crescita economica e dei minori prestiti a Stati membri della Uem che compensano le limitate spinte all'aumento del debito provenienti dalla riduzione dell'avanzo primario e dall'incremento della liquidità del Tesoro.

Negli ultimi 3 anni la pressione fiscale si è stabilizzata e si evidenzia un maggiore peso relativo delle imposte indirette. Tra il 2007 e il 2010 aveva assunto maggiore consistenza il peso della pressione fiscale diretta su famiglie ed imprese. L'analisi delle sue componenti rivela la variabilità delle politiche fiscali adottate negli anni, con effetti sulla competitività e performance del sistema economico.

La rilevanza del comparto pubblico può essere misurata in termini di spesa per abitante; nel 2013 l'indicatore recupera solo in parte la caduta dell'anno precedente, attestandosi su un valore ancora inferiore a quelli registrati a partire dal 2008.