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Condizioni economiche delle famiglie

L'Italia e le sue regioni


Forte svantaggio del Mezzogiorno dove nel 2014 le famiglie in povertà relativa sono il doppio della media nazionale, mentre quelle in povertà assoluta sono l'8,6% (circa la metà nel Centro e nel Nord). Le situazioni più gravi in Calabria e Basilicata (quasi un terzo delle famiglie), mentre il Trentino-Alto Adige segna l'incidenza più bassa.

Il valore del reddito familiare netto medio varia sensibilmente sul territorio: nel 2013 la provincia autonoma di Bolzano registra il livello più elevato, 17.500 euro in più rispetto al Molise, la regione con il valore più basso. La Sicilia mostra un'elevata concentrazione dei redditi, con un indice di Gini pari a 0,365. Il reddito più equamente distribuito si rileva in Valle d'Aosta e in Friuli-Venezia Giulia, regioni per le quali il reddito medio è molto prossimo, seppur leggermente superiore, a quello nazionale. Nell'ultimo anno la Basilicata si posiziona tra le prime dieci regioni per equa distribuzione; tra le regioni del Nord, la Liguria è quella che mostra i più elevati livelli di concentrazione reddituali, del tutto simili a quelli della Calabria.

L'ammontare di individui che vivono in famiglie in condizione di grave deprivazione supera il milione sia in Sicilia sia in Campania (rispettivamente 26 e 18,7% della popolazione residente nel 2014). Le quote più contenute si rilevano in Valle d'Aosta (9,5%, circa 12 mila individui) e in Molise (8,9%, oltre 28 mila individui). Il valore del Mezzogiorno (19,9%, oltre 4 milioni di individui) è più elevato di quello rilevato in tutto il Centro-Nord (7,2%, quasi 3 milioni di individui).

Pur avendo livelli inferiori rispetto al Nord, il Mezzogiorno e il Centro sono le ripartizioni in cui nel 2015 l'aumento nelle quote dei soddisfatti per la situazione economica rispetto all'anno precedente è più consistente.