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Condizioni economiche delle famiglie

L'Italia e le sue regioni


Si conferma il forte svantaggio del Mezzogiorno dove nel 2015 le famiglie in povertà relativa sono circa un quinto di quelle residenti e quelle in povertà assoluta rappresentano il 9,1%. Le incidenze di povertà relativa più contenute si registrano in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre la situazione più grave si conferma in Calabria. Anche l’intensità della povertà è più alta nel Mezzogiorno.

 

Il reddito familiare netto medio (calcolato escludendo i fitti imputati) mostra una differente distribuzione territoriale: nel 2014 la provincia autonoma di  Bolzano registra  il valore più elevato, con oltre 15.000 euro di scarto dalla Sicilia, ultima regione nella graduatoria per questo indicatore. Sempre la Sicilia registra una elevata concentrazione dei redditi (0,364 l'indice Gini), mentre maggiore uniformità nella distribuzione dei redditi si riscontra nelle regioni del Nord-est.

Supera il milione l’ammontare di individui che nel 2015 vivono in famiglie in condizione di grave deprivazione sia in Sicilia sia in Puglia.   Le quote più contenute si rilevano in Veneto (3,6%, corrispondente a circa 178 mila individui) e in Friuli-Venezia Giulia (4,9%, poco più di 59 mila individui). Il valore del Mezzogiorno (20,4%, oltre 4 milioni di individui) è più elevato di quello assunto in tutto il Centro-Nord (6,8%, quasi 3 milioni di individui).

 

La soddisfazione per la situazione economica è in aumento rispetto al 2015 in tutte le ripartizioni, ma varia molto tra le diverse aree geografiche del Paese. Nel Centro-Nord, la quota delle persone di 14 anni e più soddisfatte supera il 50%, nel Mezzogiorno è sotto il 40%.