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Macroeconomia

L'Italia e le sue regioni


Nel 2015 la maggior parte delle regioni presenta un Pil pro capite in termini reali superiore rispetto al 2014: l'aumento più marcato si registra in Basilicata (+4,5%), in controtendenza Sardegna (-0,5%), provincia autonoma di Trento (-0,4%), Lazio e Valle d'Aosta (entrambe -0,3%). Il divario territoriale si mantiene alto in termini di livello: nel Mezzogiorno è inferiore del 43,6% rispetto al Centro-Nord. I valori più bassi si rilevano in Calabria e Campania, i più alti in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna, tutti al di sopra dei 30 mila euro.
Le quote più elevate di esportazioni si registrano nel Nord-ovest (39,7%) e Nord-est (32,1%); solo in Lombardia si concentra il 26,9% dell’export nazionale e il maggior numero di operatori (oltre 63 mila).

 
Nel 2014 la quota degli investimenti sul Pil più bassa si rileva in Campania, la più alta nella provincia autonoma di Bolzano, che insieme a Sardegna e Basilicata mostrano gli incrementi maggiori in termini reali. L’incidenza dei consumi finali interni sul Pil risulta sempre molto elevata per le regioni del Mezzogiorno, superando il 100% in Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Puglia; anche nel 2014 si riscontra il valore massimo in Calabria e il minimo in Lombardia. La produttività del lavoro nel Nord-ovest e nel Nord-est ha registrato una crescita superiore a quella del totale nazionale (0,2%), mentre è diminuita nel Mezzogiorno (-0,5%).

 

Nel 2016 i prezzi al consumo segnalano nel Nord-ovest e nel Centro una diminuzione in linea con il dato nazionale, mentre rimangono invariati nel Nord-est e nel Mezzogiorno. La distribuzione delle variazioni annue a livello territoriale risulta abbastanza bilanciata tra le regioni che registrano aumenti e quelle in deflazione, con valori compresi tra -0,4% della Puglia e +0,5% della provincia autonoma di Bolzano.