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Macroeconomia

L'Italia nel contesto europeo


Nell'ultimo decennio si manifesta una tendenza alla convergenza del Pil pro capite tra i paesi europei. Consistenti crescite caratterizzano la generalità dei paesi di nuovo ingresso; misurato in Ppa, nel 2014 in Italia è aumentato del 6,9% rispetto al 2005.
In tutti i paesi dell'Ue28, ad eccezione di Repubblica Ceca, Irlanda e Lussemburgo, si rileva un'incidenza dei consumi sul Pil superiore al 70%; in Italia è pari all'80,6%, mentre la quota degli investimenti sul Pil (16,6%) è inferiore alla media europea. Tra i principali paesi europei, Regno Unito, Germania e Spagna registrano una crescita del volume di investimenti rispetto al 2013, mentre l'aggregato mostra cali in Italia e Francia. Nell'ultimo anno il nostro Paese segnala un incremento della competitività in termini di quote di mercato sulle esportazioni mondiali di merci e si colloca al 4° posto nella graduatoria europea; dopo 3 anni di riduzioni, aumenta anche la presenza di operatori commerciali italiani nell'area Ue28 (oltre 153 mila).

Tra il 2010 e il 2014 la crescita della produttività italiana è stata decisamente inferiore a quella europea e dei principali paesi, ad eccezione del Regno Unito.

Nel 2015 l'inflazione nell'Ue28 risulta nulla e in Italia appena positiva. In un quadro di diffusa attenuazione o azzeramento delle dinamiche dei prezzi, soltanto 14 paesi oltre al nostro registrano tassi positivi, sebbene contenuti e non superiori al punto percentuale (eccetto Malta), due paesi valori nulli (Irlanda e Regno Unito) e ben 11 paesi tassi negativi (erano 6 nel 2014).
Nel 2014 nella gran parte dei paesi europei si registra una ripresa della crescita o una riduzione della flessione dei prezzi delle abitazioni, con un parziale ridimensionamento dei precedenti squilibri; l'Italia presenta la diminuzione più ampia, inferiore solo alla Slovenia.