Vai direttamente a:

Strutture produttive

L'Italia e le sue regioni


Pur rimanendo caratterizzate da un numero di imprese per 1.000 abitanti superiore alla media europea, nel 2013 tutte le regioni italiane sono state interessate da una nuova flessione, dopo la breve inversione di tendenza registrata nei due anni precedenti. Dal punto di vista della distribuzione regionale si delinea una netta distinzione tra il Centro-Nord da un lato, caratterizzato da un rapporto molto elevato di imprese e con un numero di dipendenti superiore alla media nazionale, e il Mezzogiorno dall'altro, con imprese di minori dimensioni. La Sicilia e la Calabria sono le regioni che denunciano la dimensione media più contenuta in termini di addetti.

Per contro l'analisi territoriale mostra una propensione all'imprenditorialità piuttosto elevata nel Mezzogiorno, dove raggiunge i valori massimi, rispetto al minor slancio dimostrato nel nord del Paese.
Nel Mezzogiorno la popolazione di imprese risulta essere più instabile, essendo caratterizzata dai valori più alti di natalità e mortalità e quindi del turnover lordo. Il tasso di sopravvivenza delle imprese a cinque anni continua a diminuire su scala nazionale, anche per la polverizzazione del sistema produttivo italiano e la specializzazione nel segmento delle microimprese operanti nei servizi che rappresentano ovunque oltre il 50% dell'occupazione.

Le regioni del Nord-ovest mostrano i livelli di competitività più elevati, mentre il Mezzogiorno registra valori inferiori alla media nazionale. Il maggior differenziale fra le imprese del Centro-Nord e le imprese del Mezzogiorno in termini di competitività si registra nei servizi.