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Strutture produttive

L'Italia e le sue regioni


Pur rimanendo caratterizzate da un numero di imprese per 1.000 abitanti superiore alla media europea, nel 2014 tutte le regioni italiane sono state interessate da una nuova flessione. Dal punto di vista della distribuzione regionale si delinea una netta distinzione tra il Centro-Nord da un lato, caratterizzato da un rapporto molto elevato di imprese e con un numero di dipendenti superiore alla media nazionale, e il Mezzogiorno dall'altro, con imprese di minori dimensioni. Calabria, Molise e Sicilia sono le regioni che denunciano la dimensione media più contenuta in termini di addetti.

Per contro l'analisi territoriale mostra una propensione all'imprenditorialità piuttosto elevata nel Mezzogiorno, dove l'indicatore raggiunge i valori massimi, rispetto al minor slancio dimostrato nel Nord del Paese.

Nel Mezzogiorno la popolazione di imprese risulta essere più instabile, essendo caratterizzata dai valori più alti di natalità e mortalità e quindi del turnover lordo. Il tasso di sopravvivenza delle imprese a cinque anni continua a diminuire su scala nazionale. Il sistema produttivo italiano è frammentato e specializzato nel segmento delle microimprese operanti nei servizi che rappresentano ovunque oltre il 30% dell'occupazione.

 

Le regioni del Nord-ovest hanno in media i livelli di produttività più elevati; all'estremo opposto si colloca il Mezzogiorno, con valori inferiori in media al dato nazionale.  L'analisi settoriale rivela una situazione di più bassa competitività  nel comparto delle costruzioni. Il maggior divario di competitività fra le imprese del Centro-Nord e le imprese del Mezzogiorno si registra nell'industria in senso stretto.