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Strutture produttive

L'Italia nel contesto europeo


Nell'Ue operano 44,6 imprese dell'industria e dei servizi privati ogni mille abitanti, con una densità altamente variabile tra i 28 paesi. Nonostante l'economia italiana abbia risentito più fortemente della crisi rispetto alla media dei partner europei, il nostro Paese si conferma sempre ai primi posti per densità di attività produttive.

Emerge invece la maggior frammentazione del tessuto produttivo italiano, con una dimensione media di impresa di gran lunga inferiore al dato europeo. Tra le maggiori economie, Germania e Regno Unito hanno imprese mediamente più grandi e al tempo stesso quote più basse di lavoratori indipendenti, segnale di una prevalenza di forme organizzative di tipo societario. L'Italia si riconferma il paese a più alta vocazione imprenditoriale, secondo solo alla Grecia, con valori più che doppi rispetto alla media europea. In termini di nati/mortalità delle imprese i divari sono ampi, con valori elevati per i paesi dell'est Europa e Portogallo.

La struttura produttiva italiana presenta le peculiarità di alcune economie dell'area mediterranea, dove prevalgono le forme più legate alle tipicità del territorio ovvero le micro imprese di servizi, mentre la presenza dell'industria è più forte nell'est Europa.

Nel 2012 le imprese dell'Unione producono mediamente quasi 143 euro di valore aggiunto per addetto per ogni 100 euro di costo del lavoro unitario. L'indicatore mette in risalto la situazione di sofferenza delle nostre imprese, al terzultimo posto nella graduatoria e una perdita di competitività del 7% circa rispetto al 2001. Molto competitive le imprese dell'est Europa, grazie al vantaggio del minor costo del lavoro unitario.