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Condizioni economiche delle famiglie

Uno sguardo d'insieme


Tra il 2013 e il 2014 l'incidenza della povertà sia relativa sia assoluta è risultata sostanzialmente stabile. La povertà relativa coinvolge circa un decimo delle famiglie residenti, quella assoluta il 5,7%.
In Italia la povertà è fortemente associata alla struttura familiare, a livelli di istruzione e profili professionali poco elevati, oltre che all'esclusione dal mercato del lavoro e alla presenza straniera.

Nel 2013, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito disponibile netto (esclusi i fitti imputati) pari, in media, a 29.473 euro, circa 2.456 euro al mese. Tuttavia, poichè la distribuzione dei redditi è asimmetrica (il valore medio è decisamente superiore a quello mediano), il 50% delle famiglie ha percepito un reddito non superiore a 24.310 euro, corrispondente a 2.026 euro al mese.

L'indicatore di grave deprivazione materiale fornisce una misura importante nell'ambito dell'analisi dell'esclusione sociale: insieme a quelli di rischio di povertà e bassa intensità del lavoro contribuisce a fornire la stima delle persone a rischio povertà o esclusione sociale. Nel 2014 la grave deprivazione diminuisce soprattutto nel Mezzogiorno, tra i single e le coppie (soprattutto se anziani) e tra le coppie con un solo figlio, anche minore. Ancora grave la condizione dei genitori soli, delle famiglie con almeno tre minori o di altra tipologia.

Nell'ultimo anno la quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica risulta in aumento e a crescere sono soprattutto coloro che si dichiarano "abbastanza soddisfatti".