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Criminalità  e sicurezza

Uno sguardo d'insieme

 

Nel 2015 si osserva una complessiva diminuzione dei reati rispetto all’anno precedente. Si riducono, in termini assoluti, gli omicidi volontari consumati e i tentati omicidi, mentre diminuiscono molti dei tipi di furto più comuni, come i furti con strappo e in abitazione. Le rapine denunciate  si riducono in modo ancor più netto.

 

Il rischio criminalità nel 2016 si conferma particolarmente sentito: la quota delle famiglie che lo percepisce nella zona in cui abita diminuisce però lievemente rispetto all'anno precedente. Per quanto riguarda le vittime di omicidio, nel 2015 il 30,1% è di sesso femminile. Al contrario degli uomini, per le donne l’assassino non è quasi mai un estraneo: nella metà dei casi si tratta del partner o di un ex partner, nel 25,5% dei casi di un altro parente.

 

Nel 2014, l’azione penale inizia per 1.017,5 persone ogni 100 mila abitanti. Considerando il delitto più grave commesso da ogni autore per procedimento, le persone di 18 anni e più sono state imputate soprattutto per furto e lesioni volontarie personali. Dal 2006 al 2014 diminuiscono gli imputati per violazione delle norme in materia di immigrazione (da 70,0 per 100 mila abitanti a 14,3) e gli imputati per ricettazione (da 68,3 per 100 mila abitanti a 45,1). Continua invece ad aumentare il tasso di imputati per atti persecutori (stalking): dall’1,7 per 100 mila abitanti del 2009 si arriva a 10,6 nel 2014.

 

La popolazione carceraria diminuisce rispetto all'anno precedente sia in termini assoluti  che relativi. I livelli dell'affollamento carcerario sono in leggera diminuzione ma restano elevati.